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Come funziona l’audio nei cinema?

Per capire come funziona l’audio nei cinema, bisogna comprendere che la distribuzione delle frequenze audio avviene su più casse, così da ricreare l’effetto di immersione nel suono: come essere nel mezzo di una scena, per percepire effettivamente l’audio come proveniente da diverse parti della sala – e quindi dell’ambiente nel quale ci si va a immergere, una volta seduti in sala. Riassumendo per grandi linee e senza scendere in tecnicismi, il principio è questo. Certo: più è grande l’ambiente e più devono essere presenti un maggior numero di casse, per una distribuzione ottimale delle onde sonore, e anche per rendere la giusta omogeneità tra dimensione dello schermo e qualità audio.
Ma come fare per avere le stesse sensazioni del cinema a casa propria?

Gli impianti audio domestici: i sistemi home theatre

Rivivere a casa le emozioni del cinema e sentire ancora sulla pelle quell’esperienza sonora non è più qualcosa di impossibile o di riservato a pochi. I sistemi moderni di impianti audio domestici sono strutturati apposta, per ricreare un sonoro paragonabile a quello della sala cinematografica, offrendo anche un ascolto migliorato quando si parla di musica. Alcuni esempi di tipologie differenti di sistemi audio si possono vedere sul sito Sonusfaber.com, attraverso il quale è possibile capire quanto ormai non siano più anonime casse, ma anche complementi d’arredo.

L’ascolto con i sistemi multicassa

I sistemi audio multicassa, o a più casse, sono quelli in grado di meglio rendere un ascolto a trecentosessanta gradi intorno alla persona: che si tratti di musica o di un film, si viene completamente avvolti dal suono. I più diffusi sono i sistemi 5.1: sono composti da cinque casse principali (tre frontali, due laterali anteriori e due laterali posteriori) collegati a un amplificatore che separa i canali audio e le frequenze, con l’aggiunta di un modulo subwoofer, per avere un sonoro completo.
L’evoluzione naturale è il sistema 7.1, studiata per la visione di film in 3D, in cui si aggiungono due canali posteriori indipendenti dal resto del sistema, per migliorare la distribuzione delle frequenze. Altre versioni del 7.1 prevedono distribuzioni differenti su ambienti domestici di particolare estensione, per coprire gli spazi altrimenti “ciechi” al suono.

I sistemi compatti e le soundbar

Quelli sopra indicati sono sistemi audio che richiedono un certo spazio, per distribuire al meglio il suono. Esistono però anche impianti decisamente meno onerosi, come i 2.1, composti da due casse frontali e un subwoofer. Sono i più diffusi, spesso anche per semplici computer, per la compattezza che possono avere.
La nuova frontiera del design minimal sono però indubbiamente le soundbar: di tratta di dispositivi audio composti da una cassa audio progettata in senso orizzontale, per distribuire il suono uniformemente all’altezza della posizione di ascolto, con un subwoofer in aggiunta. Hanno ingombri ridotti senza perdere particolarmente avvolgimento del suono.

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